Peschici
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Peschici fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano. Rinomata località balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte premiata della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education.

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Nel ‘970 gli Schiavoni, capeggiati da Sueripolo e mandati da Ottone I a liberare il Gargano, riuscirono a scacciare definitivamente i saraceni e sulle rovine di un “casale distrutto” fondarono “Pesclizo”.

Il nome stesso Peschici è di origine slave, letteralmente “suolo sabbioso“. Sabbia tipica e caratteristica ancora oggi della costa di Peschici. Fino al X secolo si verificarono numerose incursioni da parte dei Saraceni sulle coste garganiche.

Un famoso documento la Chartula offertionis in S. Maria di Devia del 1053 dichiara che nel XI secolo Peschici fu abitata da slavi, dove sono riportati alcuni nomi: Stane, Gypto, Malexha, Benckanego, Nescedragi, Lastaka, Milstrimiro, Gaidavito, Negazzai, Vittigrado e Striadrago. La comunità slava riuscì ad inserirsi nel sistema sociale e a continuare a tenere i rapporti con la popolazione locale e con i benedettini, testimonianza di ciò sono i rogiti e gli atti di una testimonianza. Nel 1154 con il sistema feudale dei normanni, Peschici passo sotto la contea di Lesina; da questo momento passa da un feudo all’altro.

Successivamente, vent’anni dopo passò sotto il feudo di Monte Sant’Angelo che fu donato da Gugliemo II denominato il Buono alla moglie Giovanna d’Inghilterra. Sotto il dominio svevo Peschici trascorre anni duri e drammatici, caratterizzati dalle ferocie dispute tra il papato e l’impero. Diverse voci narrano che nel settembre del 1239, venticinque galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro Federico, distrussero Peschici e la vicina Vieste. Successivamente, le città furono ricostruite.

Nel 1274 passata sotto gli Angioini partecipa a varie campagne, tra le quali l’assedio di Almissa, città della costa Dalmata. Negli anni seguenti, nel 1401 il potere del feudo passa al re Ladislao di Durazzo. Nel 1458 durante il dominio Aragonese, il popolo garganico appoggiarono i baroni contro il nuovo re Alfonso, che nel 1462 occupò il Gargano che andò a Giorgio Skanderberg, alleato del sovrano spagnolo. Una delle città marinare che prevale in questo scenario è Venezia che controlla tutti i traffici verso l’Oriente e le coste dell’Adriatico, e che tra il 1469 e il 1586 in molte carte del tempo appartenenti alla città veneta compare il porto di Peschici.

Dopo la guerra franco-spagnola per il possesso del Regno di Napoli e le scorrerie dei Turchi, tra il 1554 e il 1567 Vieste e le Isole Tremiti furono attaccate e assediate, tutto ciò portò negli anni a seguire numerose torri di avvistamento su tutto il territorio del Gargano. Tra queste le più importate nel territorio di Peschici, ricordiamo: Calalunga e Monte Pucci. Nel 1663 si verificò un periodo di siccità e un’invasione di cavallette che provocarono tante morti da decimare la popolazione. Intorno al 700 la città passa sotto il dominio del Principe d’Ischitella Emanuele Pinto. Il territorio Garganico durante l’insurrezione antiborbonica fu alle prese con le vendite e le associazioni di carbone, e successivamente nel 1848 il poeta e scrittore peschiciano Giuseppe Libetta e uomo politico entrò nel Parlamento nato dalla Costituzione Sabauda. Anni importanti sono tra il 1860 e il 1940 con l’avvento della strada circum garganica attuale S.S. 89, la ferrovia e la creazione dell’acquedotto Pugliese.

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