Convento e Chiesa di Santa Maria della Vittoria o dell’Umiltà

Chiesa Cimiteriale di Manfredonia

Il convento e chiesa dei Padri Cappuccini di Manfredonia fu edificato nel 1571 dall’Arcivescovo Tolomeo Gallio. Esso fu chiamato “Santa Maria della Vittoria” per la vittoria navale riportata a Lepanto dai Cristiani contro i Turchi sotto Giovanni d’Austria. Fu distrutto dai Turchi nel 1620 e poi di nuovo ricostruito dall’Arcivescovo Giovanni Giannini, il quale non vide compiuto la sua opera a causa della morte prematura. Il nuovo convento fu dotato di 15 celle costruite con elemosine dei cittadini. Il primo Superiore che presiedette ai lavori del convento fu P. Francesco da Modica, che ricevette San Camillo De’ Lellis nel 1574, dove lo stesso ebbe la sua conversione. Nel 1808 il convento dei Cappuccini venne soppresso dal Governo Militare e chiuso nel 1811, Gioacchino Murat nel 1813 donò alla Congrega di San Matteo di Manfredonia il convento di Santa Maria dell’Umiltà e la chiesa, donazione che fu poi confermata da Ferdinando I il 2 settembre 1816, e quando nel 1844 se ne impossessò il comune, questo trasformò il convento in cimitero. Attualmente si osservano il pregevole chiostro e la cappella maggiore.

San Camillo De’ Lellis, allorché fu mandato per contro del convento dei Padri Cappuccini di Manfredonia a San Giovanni Rotondo fu investito, come San Paolo, da un raggio di lume attorno alla vita per la sua sregolatezza per cui fu costretto a scendere da cavallo. In seguito a ciò, fece proponimento che per l’avvenire non avrebbe più condotto quella vita. Al suo rientro a Manfredonia, raccontò tutto al padre guardiano, e questi lo mandò a fare il Noviziato a Trivento, e poiché il male lo tormentava soprattutto al piede destro, fu mandato via con promessa che a guarigione avvenuta sarebbe stato ripreso: ciò avvenne anche una seconda volta.

Dopo il sacco turco fu ribattezzata dal Cardinale Maria Orsini col nome di Santa Maria dell’Umiltà. Nella chiesa si conservano una tela di Sant’Onofrio nel deserto, vestito dei peli del suo corpo; una Madonna delle Grazie, in cornice di legno nero; la Madonna dell’Umiltà con in braccio il Bambino e la Crocifissione entrambe del 1700; San Giuseppe ed un angelo genuflesso con gigli, quadro del 1600. La chiesa è semplice e disadorna nell’interno, mentre sulla facciata esterna di nota qualche rilievo gotico. Fu riconsacrata nel 1677. Vi sono sepolti il padre domenicano Giuffreda Basilio, manfredoniano, il prete de Palma di Molfetta, letterato e pio, inoltre Gian Tommaso Giordani, sua moglie Teresa Mettola ed il medico Andrea Guerra.  Il portone principale in legno è un’opera di un artigiano locale Giovanni Troiano adornato da lastre bronzee ad opera dell’artista Franco Troiano.

Viale dei Cappuccini
Manfredonia 71043 Puglia IT
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